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“Analfabetismo Emotivo” vernissage della mostra fotografica di Juna e Marco 1 febbraio 2019

“Analfabetismo Emotivo – viaggio per immagini nel disagio del vivere nel nuovo millennio” è una mostra itinerante, che ha riscosso già enorme successo nelle precedenti esposizioni sia a Napoli che in provincia. Il progetto è portato avanti dall’associazione “Oxeia, l’isola dell’arte” ed è nato da un’idea dei due fotografi professionisti Juna & Marco. Grazie a queste opere, il pubblico può ammirare e soffermarsi a riflettere sugli aspetti analfabeti dell’emozione da “la bambola”, a “l’androgina”, passando per il “conflitto sessuale”, “il bamboccione”, “la calotta” e altre tematiche espresse attraverso l’arte della fotografia. Lo scopo è parlare dei disagi giovanili, con quindici scatti intensi e crudi, per portare alla luce un aspetto deleterio del vivere d’oggi.

Madrina del vernissage è stata l’attrice Cristina Donadio, che ha ricevuto un riconoscimento “per la sensibilità dimostrata verso le tematiche sociali” e “per i suoi meriti in campo artistico, come esempio per le giovani generazioni”. La bellezza e la forza delle immagini esposte ha fortemente colpito sia lei che i numerosi ospiti accorsi. In molti, attraverso le opere, hanno riconosciuto il pericolo a cui stiamo andando incontro oggi e la sensibilità con cui Juna è riuscita a rappresentarlo.

«Esistono molti tipi di analfabetismo di cui i giovani possono cadere vittima. Quello ad esempio dovuto a una trascuratezza e ignoranza dei genitori oppure quello derivante da disagi ben più gravi come nel caso dei ragazzi immigrati. Infine, c’è quello emotivo di cui si parla meno ed è per questo che reputo la scelta di Juna, a cui ha dedicato un’intera mostra, molto bella e profonda.» Ha commentato l’attrice Cristina Donadio dopo aver visto gli scatti. «Vorrei dire ai giovani d’oggi di non dare niente per scontato e di mettersi sempre in discussione, perché solo avendo dubbi ci si può confrontare e mettersi in ascolto. C’è uno scritto di Pasolini che dice “bisognerebbe educare le nuove generazioni al valore della sconfitta”. Ecco questo è un messaggio che dovremmo tener caro e trasmettere ai giovani.»

 

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