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Restaurando | “Convito di cardinali” di Paolo Emilio Passaro

Oggi al lavoro sulla cornice di una delle opere-simbolo dell’Artistico Politecnico:
il “Convito” (Passaro)

  • L’opera

Passaro

Il “Convito di cardinali” di P. E. Passaro (cm 70,5×100, olio su tela) è un dono fatto dal suo autore alla Pinacoteca del Circolo Artistico Politecnico nel 1933. Il dipinto mette in scena una parodia di una falsa baruffa avvenuta tra due soci, De Notaristefani e Gaudais, terminata con la conciliazione di un banchetto.
I personaggi rappresentati sono ritratti di soci travestiti da eminenze cardinalizie, colti nel momento in cui essi brindano all’arrivo del Deputato di mensa, il comm. Paolo Gaudais (con la barba a pizzo).
L’opera riflette quello spirito ilare e giocoso caratteristico di molti intrattenimenti sociali trascorsi al Circolo nei primi decenni del ‘900. In quell’occasione fu composta anche una parodia in versi, dal titolo Al pranzo della “Conciliazione”, un pretesto poetico per ironizzare sull’appetito dei partecipanti convenuti al banchetto. Attualmente, il quadro è conservato nella Sala Ristorante adiacente il Salone Comencini, peraltro rappresentata anche all’interno del dipinto stesso.

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  • L’autore

Paolo Emilio Passaro (Vallo della Lucania, in provincia di Salerno 28 agosto 1878 – Napoli 1956). Dopo aver compiuto gli studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli avvalendosi della guida di Domenico Morelli, di Filippo Palizzi e di Michele Cammarano, il Passaro affrontò le prime prove di costruzione pittorica, mantenendo il centro d’ispirazione nelle sfere tradizionali del colore napoletano. Uomo sensibile e soprattutto nobile di cuore e di sentimento, il Passaro nutriva il più profondo rispetto per l’arte dei colleghi coevi […]. Il Passaro raccolse non poche soddisfazioni attraverso le molteplici mostre nazionali ed internazionali […]. Il suo ingegno si fece luce ripetutamente alle Mostre della Promotrice Salvator Rosa, ove uno dei suoi migliori dipinti, “Mezza Figura”, fu acquistato dal Sovrano. Sue opere figurano al Municipio di Napoli. Il Passaro eseguì un bel ritratto di Domenico Morelli, che fu esposto alla I Biennale napoletana e che fu acquistato dal Comune di Napoli. Altre opere conosciute del pittore salernitano sono: “San Gregorio Armeno”, “Paesaggio”, “Caseggiati”, “Interno di Santa Chiara”, Albergo dei poveri”, “Figura”.

(Paolo Emilio Passaro “Nella cultura pittorica napoletana di fine ‘800”, F. Amorelli, S.P.E.A. editore, 2006, pp 58-59)

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  • DETTAGLI

Restauro della cornice in corso – a cura della Dott.ssa Maria Rosaria Di Leo

Passaro

I soci dell’epoca, travestiti da cardinali. La ragione del travestimento è che i cardinali sono soliti mangiar bene, e perciò tutti i commensali appaiono soddisfatti.

Passaro

Il comm. Paolo Gaudais, vestito come Deputato di mensa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passaro

Nel dipinto s’individuano le sovrapporte di Luca Postiglione e Paolo Passaro, ma anche una terza (non in questa foto) attribuita a Vincenzo Irolli e mai più ritrovata nella sede dell’Associazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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