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Intervista al Presidente Adriano Gaito.

ADRIANO GAITO, UNA VITA AL SERVIZIO DI CULTURA E SPORT

di Francesco Schillirò

Una vita al servizio dell’arte e dello sport Adriano Gaito è stato per due volte presidente della Fondazione Circolo Artistico e Politecnico. La prima volta dal 1983 al 1993, quando ancora era associazione, e la seconda dal 2006 fino a oggi, passando attraverso una trasformazione sostanziale dell’ente.

Ci spieghi cos’è e di cosa si occupa la fondazione circolo artistico e politecnico.
La Fondazione è stata costituita il 16 maggio 2017 quale trasformazione dell’Associazione creata nel 1992. Il perché scaturisce dall’ingente patrimonio artistico raccolto dalla vecchia associazione, costituito da oltre 650 opere pittoriche e scultorie, da ben 5000 fotografie autografate e da un archivio storico che ricorda i 130 anni della vita di Napoli dal 1888 al 2018. Tutti questi beni hanno attribuito il decreto di riconoscimento come patrimonio storico, artistico e culturale. Ecco da cosa è nata la trasformazione da Associazione, che è un organismo che risponde alle esigenze degli associati e pertanto non ha una valenza di carattere pubblico, a Fondazione che non ha associati, ma è costituita dal patrimonio. Pertanto, con la realizzazione della Fondazione i vecchi soci hanno inteso conferire l’intero patrimonio, con l’obiettivo che resti conservato nel tempo e venga valorizzato nell’interno della comunità.

Quale attività svolge e che importanza ha la creazione del museo inaugurato da poco?

Con il “Progetto l’“Artistico Casa Museo” si è voluto aprire nel centro della città (Piazza S. Ferdinando) un sito museale nel quale le opere esposte sono collocate nell’ambiente stesso nel quale sono state realizzate. Non si tratta quindi di un museo di tipo tradizionale, ma dell’esaltazione storica della capacità artistica dei napoletani. Infatti la raccolta è la più ampia collezione esistente sull’arte che viene definita ‘800 napoletano.

Quali sono i progetti futuri della fondazione e che ruolo svolge per la promozione culturale della città?

La Fondazione ha in atto contatti con le Università partenopee. Con la Federico II è già operativo da anni un accordo per stage formativi per gli allievi della Facoltà di Storia dell’Arte e Museologia. Infatti una delle due collaboratrici della Fondazione si è laureata in Museologia con una tesi sul “Circolo Artistico Politecnico”. Sono in corso accordi con l’Università Orientale e con il Suor Orsola Benincasa. Da anni, inoltre, la Fondazione partecipa con il Pio Monte della Misericordia al concorsone “Sette opere della Misericordia”, riservato ai giovani valenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Sono attivi corsi gratuiti di pianoforte, riservati ai ragazzi del quartiere Chiaia -S. Ferdinando, le cui famiglie non hanno possibilità economiche per iscriverli a scuole tradizionali. Verranno realizzate, in accordo con il Provveditorato agli Studi, visite riservate ai ragazzi delle scuole e, per loro, verranno predisposti laboratori formativi sull’arte.

Come concilia il doppio ruolo di presidente di una fondazione culturale e di vicepresidente di una associazione sportiva come il Panathlon Napoli?

Questa domanda è veramente provocatoria. Credo che tutti sappiano che lo sport è cultura, quindi non si tratta di un doppio incarico bensì del consolidamento di un unico incarico, che mi consente di affrontare l’aspetto teorico e l’aspetto pratico. Anzi sono riconoscente ai soci del Panathlon che mi hanno dato la possibilità, con ruolo dirigenziale, di affermare i comuni principi di due facce della stessa medaglia.

Da poco il Panathlon Club Napoli ha compiuto 65 anni, un suo saluto per la celebrazione della ricorrenza.

Partecipare alla ricorrenza dei 65 anni ha rafforzato il mio legame con l’associazione, basti considerare che da un lato ci sono 65 anni e dall’altro 130 anni. Questo rapporto conferma un forte legame.

Francesco Schillirò

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