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L’Archivio Storico | Opuscoli di Mattia Limoncelli

Tre estratti tratti dalla miscellanea di opuscoli reperita nel nostro Archivio, e firmata da uno dei presidenti storici dell’Associazione: l’avvocato Mattia Limoncelli

Chi è Mattia Limoncelli? Perché un faldone contenente i suoi opuscoli è conservato nell’Archivio Storico dell’Associazione “Circolo Artistico Politecnico”?
OGNI DOMANDA HA UNA RISPOSTA. Come si può leggere nel Portale Storico della Camera dei Deputati, Limoncelli fu un avvocato che partecipò, come deputato, alla XXVIII Legislatura del Regno d’Italia. Nato a Salerno il 24 marzo 1880, scrisse bellissime poesie e, tra le sue raccolte di versi, si ricordano in particolare “Fiamma chiusa” (1907), “Luci sull’acqua” (1921) e “Faro senza luce” (1922). Presidente dell’Associazione “Circolo Artistico Politecnico” dal 1949 al 1958, fu noto per le sue arringhe e, tra le cariche ricoperte, vantò anche quella di Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Su Facebook, la pagina “Poeti minimi” lo ricorda così:

IL DOCUMENTO. Nel volume reperito all’interno del nostro Archivio Storico, contenente una miscellanea di opuscoli che raccolgono testi da lui prodotti, giudizi peritali, discorsi trascritti, atti di commemorazioni e tanto altro, spiccano in particolare 3 documenti riferentisi a personaggi famosi e di cui vi citiamo brevissimi passi:

  1. Commemorazione del Socio Matilde Serao – Letta all’Accademia Fontaniana nella tornata del 2 dicembre 1928 dal Socio Mattia Limoncelli.
    La grandissima giornalista e letterata napoletana, infatti, fu socia dell’Associazione “Circolo Artistico Politecnico” e, proprio nel 1928, l’Accademia commemorava la sua scomparsa a distanza di un anno (la morte era sopraggiunta il 25 luglio dell’anno precedente).
    Ecco un estratto delle parole lette da Limoncelli:

    “Affido l’espressione della mia gratitudine […] alla condotta che mi propongo di serbare dimostrandovi che nella vita, in nome dell’amore per l’arte, si può anche avere qualche diritto che altrimenti sarebbe contestato. […] (Matilde Serao) Aveva tutte le doti per dipingere Napoli […] Ella è sempre efficace perché sa tenersi vicina al nostro sentimento.”

  2. Scarfoglio oratore – Estratto dalla Rivista “L’Eloquenza” (Anno LII, Fasc. 2, Marzo-Aprile 1962).
    Limoncelli firma questo articolo nel quale racconta il clamoroso fiasco del giornalista, poeta e scrittore italiano che avvenne il 18 aprile 1892 durante una conferenza al Filologico. Fu la stessa moglie di Scarfoglio, Matilde Serao, a commentare il giorno dopo, in una “noterella di cronaca”, il clamoroso insuccesso del marito illustre. Limoncelli spiega:

    “Ecco una prova della superiorità di quella singolare coppia che lasciò numerosi esempi di una felice collaborazione. [Il testo del discorso di Scarfoglio venne reso noto sotto lo pseudonimo di “Gibus”, che sta per donna Matilde. Limoncelli trascrive la nota della Serao] E’ in preda a un nuovo furioso amore della Verità che io giuro, sulla oltraggiata testa di Marco Tullio Cicerone, che Edoardo Scarfoglio ha fatto ieri, al Filologico, un fiasco notevole. Il soggetto della conferenza, “Il giornale”, era serio e grazioso insieme […] E’ inutile soggiungervi che egli non ha detto nessuna di queste cose o le ha dette in un modo così scialbo, che gli si dava dello… per modo di dire… stupido”.

    Che arguzia, la Serao!

  3. Giosue Carducci – Celebrazione promossa dal Comitato napoletano alla “Dante Alighieri” (R. Teatro Politeana, 12 maggio 1935).
    Scrive Limoncelli:

    “A Roma tenne fiso lo sguardo Giosue Carducci, poi che tutto che al mondo è civile, grande, augusto, egli è romano ancora, e pertanto il ricordarlo è rendere omaggio non a lui soltanto, ma alla nostra fede più bella”.

    Ricorrevano 100 anni dalla nascita del grande poeta e scrittore italiano.

Vuoi scoprire altre testimonianza documentali provenienti dal nostro Archivio Storico? Continua a seguirci.

#lartehabisognodite

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