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Mascagni – Dagli appunti sui Quaderni agli spartiti, un tuffo nel passato

Nei Quaderni Poetici tratti dall’Archivio emerge una poesia che fu dedicata al compositore Pietro Mascagni, in visita all’Artistico nei primi del ‘900. Ma anche gli spartiti di alcune opere…

Direttamente dall’Archivio Storico dell’Associazione, tra ritagli di vecchi giornali e fascicoli consumati dal tempo, alcuni documenti a lungo dimenticati rivelano tracce del passaggio di Pietro Mascagni nella sede dell’Associazione “Circolo Artistico Politecnico”.

Si tratta degli spartiti di alcune opere dell’illustre compositore italiano, tra cui un intermezzo per arpa della “Cavalleria Rusticana” e “La Pavana”, un’aria de “Le Maschere”, scritta per il 1° Violoncello solista. Il fascino di questi documenti, dove le note vergate a matita e a penna si accompagnano ad alcuni appunti, trasuda tutta la gloria e la fama del maestro, che fu direttore d’orchestra e primo compositore italiano a scrivere per il cinema muto.

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A Milano, Pietro Mascagni condivise una stanza in affitto con Giacomo Puccini intorno al 1880. Dopo il successo della “Cavalleria Rusticana” e altre opere celebri, raggiunse la fama mondiale tra il 1899 e il 1927. Il 16 gennaio 1935 venne rappresentata alla Scala “Nerone”, l’ultima sua fatica, su libretto del sempre fedele Targioni-Tozzetti. Proprio l’anno dopo, nel 1936, Mascagni fu a Napoli per una conferenza presso l’Associazione “Circolo Artistico Politecnico”, e in quell’occasione i soci ospitanti gli dedicarono una poesia custodita nell’ottavo dei Quaderni Poetici Manoscritti tuttora presenti nell’Archivio Storico.

MascagniNel componimento, intitolato “Per il banchetto a Pietro Mascagni”, si accenna a una storia di gelosia: ogni personaggio viene chiamato col nome di una opere di Mascagni (il loro “padre” intellettuale), e i “fratelli” più grandi si lamentano del successo dell’ultimo nato (l’opera “Nerone”). Nella poesia si leggono anche dei riferimenti a due personaggi esterni: Enrico De Leva, un altro compositore italiano, e “Procida”. Alla fine, ci penserà l’Arbitro (lo stesso De Leva) a “riconciliarli un po’ con Dio”, facendo notare che, dopotutto, “Nerone” non è che un’altra gemma che va ad arricchire il “fulgido stemma” della gloria del Maestro. I nomi delle opere di Mascagni, personificate, sono evidenziate con inchiostro rosso all’interno del Quaderno Poetico su cui furono vergate.

La poesia fu probabilmente composta per essere letta durante il banchetto che avrebbe seguito la conferenza di Mascagni, poiché all’Artistico era uso celebrare i personaggi illustri in visita tributando loro i dovuti onori e accogliendoli, come in questo caso, con un omaggio in versi.

 

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Ecco il testo integrale:

Per il banchetto a Pietro Mascagni

Che ebbe luogo, dopo la sua conferenza, il 28-3-36 nel Circolo Artistico

 

“Il Piccolo Marat”, molto seccato,
Entrò nel camerino d’ “Isabeau”,
E disse: Questa sera Egli è invitato;
Ma dove esattamente non lo so.
Sarà, forse una mia supposizione;
Ma credo che festeggino “Nerone”

 

Turiddu, che sentiva dalle quinte,
Forzò la porta anch’egli, e penetrò.
Nella cornice della scena stinta,
Notò l’aria crucciata d’Isabeau,
E disse in dialetto siciliano:
“Signora Bedda, date qua la mano!”.

 

Troppo di questo fatto si parlava
Con Procida e de Leva un’ora fa.
Il gruppo dei fratelli complottava:
“L’amico Fritz” e il Piccolo Marat.
La preferenza per l’ultimo nato
Ha sempre i suoi germani esasperato!

 

“I Rantzau”, con arte sopraffina,
volevano ribelli le altre tre:
“Amica, Lodoletta e Parisina”,
senza spiegar ragioni, né perché.
Il recente trionfo di Nerone
Ancor porta lor quest’occasione.

 

Presso il pompier di guardia circospetto,
c’era “Silvano”, quasi fuor di sé.
Già imperito ancor c’era “Zanetto”,
in “Ratcliff”, che gridava: Ahimé!
Solo la cenerentola “Pinotta”
si manteneva estranea ad ogni lotta.

 

“Le maschere”, poi, c’eran tutte quante;
“Iris”, avvoltolata nel rideau.
Dell’ultimo rampollo trionfante
era gelosa, “Sì”, che mi toccò
tacciare il fior del dialetto mio
Per riconciliarli un po’ con Dio.

 

[…] di parole: un cicaleggio
difficile a sedare là per là.
Uno zittiva; poi gridava peggio.
Altri diceva: Abbasso il mio papà!
Questo Neron, per ultimo arrivato,
Figlio si crede già privilegiato!

 

Disse de Leva a Procida: Costoro,
come ti accorgi, son peggio di te.
Sferzarsi a sangue vogliono fra loro,
come i critici d’arte, sempre che
abbia la prevalenza questo o quello.
Nel gioco della vita, brutto o bello.

 

E il buon Enrico, presa la bacchetta,
d’un tratto si vestì d’autorità.
Sferzò l’anca sinistra a Lodoletta,
e a tutte l’altre una rotondità.
E poi con voce roboante e fiera,
disse: Signori belli, una preghiera!

 

Noi festeggiamo, come si conviene,
Il vostro eccellentissimo Papà.
Egli, che ha procurato tanto bene
Colle sue note  a mezza umanità,
è grato che l’Arbitro gli esprima
i propri sentimenti, in prosa e in rima.

 

Da parte, quindi, bizze  e gelosia,
E date ascolto solamente a me:
Chi seppe far della Cavalleria
Gioiello sì prezioso, un nume egli è.
Ed oggi, che gli è nata un’altra gemma
Vieppiù risplende il fulgido suo stemma!
…………………………………………………
…………………………………………………
Turiddu tacque il nome di De Leva;
degli altri più nessuno disse un a.
In fin dei conti, gran piacer faceva
che tutti festeggiassero il papà,
e al […] Italiano sfolgorante
levassero il bicchiere scintillante!…

La figura insigne di Mascagni non fu l’unica ad interagire con la vivace realtà dell’Artistico: tante personalità e nomi illustri lo popolarono, in particolare negli ultimi anni dell’Ottocento e nei primi del Novecento, quando questo salotto artistico-culturale si distingueva per essere una delle realtà più importanti e autorevoli nel panorama napoletano dell’epoca.

Se desideri conoscere altri aneddoti e curiosità, visita il Museo dell’Associazione: siamo aperti dal martedì al sabato, dalle ore 10.00 alle 16.00 (visite guidate su prenotazione). Ti aspettiamo!

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