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Restaurando | La “Figura femminile” di Giuseppe Renda

  • L’opera

L’immagine, molto delicata, di una figura femminile sorridente (i cui capelli sembrano spostati lateralmente dal vento), sembra richiamare tempi lontani pur inseguendo, col pallore del suo gesso e la grazia della composizione, una nuova concezione di modernità.

Restauro in corso – a cura della Dott.ssa Maria Rosaria Di Leo

  • L’autore

renda2Giuseppe Renda nacque a Polistena nel 1859, figlio di Francesco e Clara Lagamba. Iniziò ad avvicinarsi alla scultura lavorando nella bottega dei fratelli Morani; poi, nel 1874, si trasferì a Napoli e successivamente cominciò a studiare nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Tommaso Solari, Stanislao Lista e Gioacchino Toma. Nell’accademia vinse il concorso d’ammissione al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, quindi cominciò a lavorare nella fabbrica di ceramiche di Cacciapuoti e Scotti a Capodimonte, come modellatore di pastori e figure.

Nel 1898 divenne direttore tecnico della fonderia Laganà di Napoli. Le sue esposizioni nazionali in giro per l’Italia ebbero denominazioni singolari: fu a Palermo nel 1891 con Angelo caduto e Cosi mi ami, Milano 1894 con La Fortuna, Firenze 1896 con Prima ebbrezza, Torino 1898 con Voluttà, a Verona nel 1900 con Ondina. Prese parte anche a numerose mostre internazionali presso Londra, San Pietroburgo, Barcellona, Vienna, e ricevette due medaglie d’oro con Prima ebbrezza (nel 1896 a Monaco di Baviera) e con Dopo (nel 1904 a Saint-Louis). Viene premiato con Monelli napoletani nel 1909 a Parigi.

Giuseppe Renda partecipò alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti “Salvator Rosa”, e alle prime mostre nazionali. Fu autore di importanti monumenti, tra i quali quelli del generale Enrico Cosenz, di Giacomo Leopardi e il busto di Tommaso Campanella a Chiaia, nonché dei monumenti ai caduti di Pazzano, Castellammare di Stabia e Tropea. Le sue sculture furono richieste in tutto il mondo, il suo successo fu nelle sue figure, caratterizzate da nuovi elementi tratti dallo stile “liberty”, come Donna sorridente (1915), Prima ebbrezza (1895). Renda creò pure presepi con l’argilla, ma numerose sono le opere di bronzo, tra cui: Bronzo Estasi, Bronzetto Violeta (1908), bronzetti a Reggio Calabria, il Bronzo Dopo e La Fortuna alta sette metri, che si trova nella Banca Antoniana Veneta di Polistena.

Nel 1990 viene intitolato a suo nome l’istituto di Polistena, comprendente la scuola professionale per i servizi alberghieri e ristorazione e la scuola professionale per i servizi commerciali e turistici.

Nel 1993 sono state esposte, nell’ambito di una rassegna di scultura italiana, alcune sue opere del primo novecento come: Fortezza del Priamàr e Savona, a cura del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Testo liberamente tratto da Wikipedia

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