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Restaurando | Chiaromonte, Pellegrini e Spirito: l’opera di valorizzazione prosegue

La nostra restauratrice – Dott.ssa Maria Rosaria Di Leo – ha terminato il restauro dei busti di Chiaromonte e Pellegrini e dell’autoritratto di Giuseppe Spirito. E i lavori di valorizzazione delle opere, nella Casa Museo, proseguono

I busti

/ “Il duce”, busto in terracotta di Gaetano Chiaromonte

Chi fu Gaetano Chiaromonte?

Nato a Salerno il 19 marzo 1872, Gaetano Chiaromonte, conosciuto nel mondo dell’arte come “Taniello“, è scultore di lunga carriera artistica al punto che alcuni critici dell’epoca lo hanno paragonato a Luca Giordano. Egli si distingue per la grande versatilità nel plasmare le materie più varie dal marmo alla terracotta, al gesso e soprattutto il bronzo. Figlio d’arte, inizia a prendere lezioni di disegno a soli nove anni, venendo seguito da Stanislao Lista che lo fece iscrivere all’Accademia delle Belle Arti a Napoli, dove seguì le lezioni dello stesso Lista e di Tommaso Solari, da cui prende ispirazione per la monumentalità delle prime opere. A diciotto anni espone alla Promotrice napoletana del 1890 dimostrando uno spiccato senso di monumentalità ed un disegno fermo e corretto. Nel 1903 riceve l’incarico di eseguire la statua della Madonna del Rosario per il coronamento del Santuario di Pompei. Nel primo decennio del ‘900 si fece ispirare dalla raffinatezza dell’Art Nouveau recandosi dapprima a New York e poi a Caracas dove realizza due opere pubbliche di grande impegno: il Monumento ai caduti per l’indipendenza del Venezuela ed una statua di Cristoforo Colombo in bronzo. Nel 1903 gli viene affidata la realizzazione di un Monumento ai martiri del Salernitano in corso Garibaldi a Salerno.
Suo il Monumento ai Caduti in Provincia di Salerno nella Grande Guerra, in Piazza Vittorio Veneto a Salerno: inaugurata nel 1912, l’opera è composta da una colonna di granito antica ai cui piedi si trova una donna, seminuda, che simboleggia la Libertà che spezza le catene della tirannide. Nel 1906 espose al Salon di Parigi riscuotendo grande successo e nel gennaio del 1908 vince il Concorso per la Campania per il Sommoportico del Vittoriano di Roma. Nel 1911 realizza dei gruppi scultorei di grandi dimensioni destinati al coronamento della facciata della nuova università di Panama. Nel 1923, invece, porta a termine il Monumento ai Caduti a Salerno, in piazza Ferrovia, inaugurato dal Re Vittorio Emanuele III che gli conferisce l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’italia. Nel 1926 diviene professore alla Real Accademia di Belle Arti di Napoli e, trasferitosi in città, consolida un sodalizio con la Fonderia Chiurazzi. Nella veste di direttore tecnico sovrintende alla realizzazione della statua equestre del Generale Artigas, eretta in Uruguay, realizzata dallo scultore Angelo Zanelli.

Al 1937 risale una delle sue ultime opere di grande respiro: gli altorilievi in bronzo con soggetti di storia locale per la facciata del palazzo di Città di Salerno. Con l’avvento della seconda guerra mondiale la Fonderia Chiurazzi attraversa grandi difficoltà venendo occupata dai tedeschi ma la cui produzione viene salvata grazie ad un impegno economico di uno dei figli della famiglia Chiurazzi. Dopo altri lavori a Salerno nel 1957, ad ottantacinque anni, smette di lavorare a causa dell’avanzare dell’età.
Secondo la tradizione egli stesso distrusse tutti i calchi delle sue grandi opere, lasciando agli eredi solo quelli delle opere minori.
La sua carriera si conclude nel 1961, anno in cui il Circolo Artistico Politecnico di Napoli (Museo Giuseppe Caravita principe di Sirignano) gli dedica una personale. Muore il 7 novembre del 1962.

(Fonte: Wikipedia)

/ “Testa muliebre”, busto in terracotta di Giuseppe Pellegrini

Chi fu Giuseppe Pellegrini?

Scultore nato a Molfetta e probabilmente morto a Bari, fu attivo a Napoli nel XX secolo. La sua Testa muliebre in terracotta è molto raffinata.

Questa statua, come la precedente, è esposta nel Salone Sirignano della Casa Museo dell’Associazione “Circolo Artistico Politecnico”.

 

 

 

Il dipinto

/ “Autoritratto”, di Giuseppe Spirito

Chi fu Giuseppe Spirito?

Il pittore napoletano diresse la Galleria Forti, che era attiva dagli anni Quaranta nel Palazzo Leonetti. Amico dello scrittore Salvatore Lo Schiavo, era una sorta di gigante alla Hemingway, esperto in ogni sorta di mercato d’arte dell’epoca, che svolgeva il suo lavoro con allegria mista ad un benevolo scetticismo verso le opere dei più giovani.

Oltre che pittore, Spirito era anche poeta dialettale e ripeteva spesso, in polemica contro chi stigmatizzava gli usi e costumi partenopei, l’aforisma “Dicene ch’e panne stann spasi, vuol dire c’a gente l’ha lavati“.

Icastica e immediata, però, è una sua indimenticabile battuta. Una sera un signore gli chiese se presso la Galleria Forti c’era un Segantini; al che Spirito rispose: “Certo che l’abbiamo, ma ora è occupato”. Il cliente rimase perplesso: “Prufessò, che significa che o pittore Giovanni Segantini è occupato? Chillo è muort ‘o 1899”. Al che Spirito rispose: “Ma io mi riferivo al falegname che sta segando certe tavole nello scantinato”.

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